I missionari approdano al festival latino americano 29 Giugno, 2007
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Gratin di patate 29 Giugno, 2007
Posted by pierinoilmissionario in Il Paradiso del gusto, Torte salate, pizze, sformati.add a comment
Ingredienti:
500 g di patate
50 g di fontina
4 uova
2 cucchiai di latte
30 g di burro
sale, pepe
prezzemolo
Preparazione:
Fondete il burro in una padella, mettete le patate sbucciate e affettate sottili e fatele cuocere per 10 minuti mescolando.
Imburrate una pirofila e distribuite a strati le patate scolate dall’unto di cottura, salando e pepando leggermente ogni strato.
In una terrina sbattete le uova e versatele sulle patate.
Aggiungete il latte (sbattuto un po’ precedentemente) e la fontina grattugiata.
Infornate a 200° per 20 minuti.
Cospargete il tutto con il prezzemolo e servite caldo.
Lunedì 12 marzo 2007 (parte prima) 28 Giugno, 2007
Posted by pierinoilmissionario in Il diario di Mylène.add a comment
(…)Cosi, ha inizio la nostra esperienza: A noi adesso di fare il primo passo, avere un senso spiccato dell’iniziativa e ‘’ascoltare con tutti i sensi’’ per sapere quale è e sarà per questa settimana il nostro posto, la nostra strada…(…)Dopo un ora di Nursery, ci spostiamo nell’infermeria (sick room) dove rivediamo Suor Maria impegnata a medicare una piccola di qualche mese…E’ stato uno shock vedere questa bambina col culetto pieno di piaghe e attaccata ad un apparecchio per il monitoraggio del battito cardiaco,in uno stato semi comatoso. Come se fossi attratta da lei, dal suo dolore, mi avvicinai, solo per darle una carezza, per darle un po’ della mia energia, sperando che la potesse sentire e capisse che non è sola. E’ in uno stato terrificante : Dietro a questi occhioni c’è uno sguardo spento,velato, morto. Sguardo fisso senza mai battere le ciglia. ‘’Ma come fanno due occhi cosi grandi, belli e meravigliosi ad essere senza vitalità? E’ cosi piccola…E’ cosi ingiusto…’’(…)L’incontro ravvicinato con Elchadal, un bimbo colpito da rachitismo e malnutrizione (oltre che di Aids e tubercolosi) mi ha particolarmente toccato e me ne sono innamorata, nonostante fa paura a vedere!
Il “Padre” negli ospedali e nelle case degli ammalati 26 Giugno, 2007
Posted by pierinoilmissionario in Camerun, DOVE SIAMO.add a comment
La nostra fraternità a Shisong si trova a pochi passi dall’ospedale e così sin dagli inizi i “Padri” come vengono chiamati dagli infermieri e dagli ammalati si sono resi disponibili per un servizio liturgico con la celebrazione dell’Eucarestia nella cappella dell’ospedale e nell’amministrazione dei Sacramenti della riconciliazione, dell’Eucarestia e dell’unzione degli infermi.
C’è poi tutta una parte di apostolato all’interno dell’ospedale che richiede una particolare attenzione all’ascolto: da problemi di coscienza, ai problemi famigliari, ai problemi di fede, ai problemi finanziari. In questi ultimi anni c’è stata una crescita continua per l’ascolto di persone che durante la loro permanenza all’ospedale hanno scoperto di essere HIV positive. Con alcuni si tratta di un cammino di accompagnamento. Ci sono poi tante persone afflitte dalla perdita repentina dei loro cari. Alcuni frati come P. Mark e P. Vitalis hanno svolto il loro apostolato a tempo pieno, altri secondo le loro possibilità. In ogni caso la figura del “Padre” è di casa nell’ospedale.
Alcuni frati come P. Giuseppe e P.Luca si sono interessati per trovare un sostegno economico per coloro che so affetti da AIDS, grazie all’aiuto di benefattori. Gli approcci possono essere diversi ma esprimono sempre l’interesse per la persona in difficoltà, per il malato.
Ci sono poi i “Parroci” o a volte i giovani Coadiutori che visitano gli ammalati nelle loro case, e in particolare prima delle grandi feste liturgiche portano loro il conforto dell’Eucarestia e della Riconciliazione. La gioia della visita del Padre è sempre espressa dal ringraziamento della famiglia dell’ammalato e a volte si concretizza in un ananas, qualche banana o altro.
Nella nostra nuova presenza di Bafoussam, il servizio all’ospedale è espletato da un Padre, Francis e un diacono che verrà ordinato in questi giorni, Donatus. L’ospedale è grande, e si può dire che si inizia con una presenza stabile e organizzata solo ora.
La nostra presenza con gli ammalati è aiutata dalla collaborazione delle suore, si ricorre a loro per avere indicazioni sul modo migliore di aiutare gli ammalati o le famiglie che si rivolgono a noi. Dovunque andiamo, troviamo sempre la stessa accoglienza, e alcune di loro sono direttamente coinvolte nella cura pastorale degli ammalati. Anche loro sono le “sorelle,” così sono chiamate, degli ammalati.
A fianco dell’ospedale sta sorgendo un grande centro cardiaco che servirà per il Camerun e le nazioni vicine. Sicuramente i frati non mancheranno di lavoro nel futuro.
Ci sono parecchi medici e infermerieri che vengono da varie parti del mondo e che prestano servizio temporaneo all’ospedale. I frati spesso hanno legami di amicizia con loro e li aiutano a sentirsi come a casa loro. Anche questo è un bel servizio.
Si continua così, giorno dopo giorno, un servizio dato a chi è nella sofferenza, un servizio che vuole essere la continuazione di quel servizio che Gesù faceva quando gli portavano gli ammalati.
Br. Roberto Pirovano
La Turchia oggi tra cristianesimo ed islam Il dialogo può sconfiggere le guerre 25 Giugno, 2007
Posted by pierinoilmissionario in Extra.add a comment
Mons. Padovese ci offre un’importante riflessione sulle origini del cristianesimo in Turchia, sulla difficile situazione attuale e sulle possibilità di dialogo con l’Islam. Oggi, come già insegnava San Francesco, il dialogo è necessario alla sopravvivenza, anzi l’unica possibilità di non cedere alla spirale di una violenza che non ha fine.
Oggi si sta vivendo un rinnovato interesse per la Turchia: sono aumentate le pubblicazioni in italiano che la riguardano, c’è stato un incremento turistico e molti episodi di cronaca l’hanno portata alla ribalta. Fra questi sicuramente la richiesta di ingresso nell’Unione Europea e la visita del Papa preceduta da non poche polemiche e difficoltà. Mons. Luigi Padovese – cappuccino, dal 2004 Vicario apostolico dell’Anatolia – da sempre sensibile al dialogo interreligioso e Pastore in un Paese prevalentemente di fede islamica, ci racconta la storia di questa terra.
La Turchia è stata una specie di “trampolino di lancio” per il cristianesimo, un banco di prova dove la fede cristiana ha sperimentato la sua prima grande espansione. Quali sono le sue origini?
“È senza dubbio vero! In Turchia il cristianesimo è divenuto veramente ‘cattolico’, ossia universale, superando la tentazione di rimanere un gruppo settario o una comunità d’estrazione giudaica e quindi una religione nazionale. Non è senza significato che la maggior parte degli scritti che compongono il Nuovo Testamento abbia visto la luce in questa terra o fosse indirizzato a comunità cristiane presenti in essa. Penso alle lettere di Paolo scritte per comunità là residenti (Galati, Efesini, Colossesi, Filemone) ed alle lettere che qui egli compose (1. Tessalonicesi, 1. Corinti); al Vangelo di Matteo, a quello di Luca ed agli Atti, al Vangelo ed alle lettere di Giovanni ed all’Apocalisse indirizzata a comunità dell’Asia Minore; infine alla prima lettera di Pietro redatta pure per cristiani residenti in Ponto, Galazia, Cappadocia, Asia e Bitinia. Due autori di questi scritti neotestamentari, entrambi originari dell’attuale Turchia, Paolo di Tarso e Luca di Antiochia, sono tra i primi testimoni di una Chiesa che nel corso dei secoli ha prodotto personaggi i quali hanno improntato l’intero cristianesimo e i manuali di storia della Chiesa abbondano in nomi di vescovi, di scrittori ecclesiastici, di teologi vissuti qui. Ancora da qui è partita la prima evangelizzazione diretta nell’Estremo Oriente sino alla Cina, e l’attività missionaria del cristianesimo bizantino che s’è estesa al mondo slavo dell’Europa sino ai Balcani e verso la Russia. Il debito della cultura europea nei confronti di alcuni figli di questa terra è incalcolabile, anche se non conosciuto o sottovalutato”.
Preghiera per l’ottavo centenario della conversione di San Francesco 24 Giugno, 2007
Posted by pierinoilmissionario in Poesie e Preghiere.add a comment
In preparazione alla visita del Papa ad Assisi
Pubblichiamo la preghiera in preparazione alla visita pastorale di Benedetto XVI ad Assisi, in occasione dell’ottavo centenario della conversione di San Francesco .
Cristo Signore,
che otto secoli fa chiedesti a Francesco
di riparare la tua casa,
e in quest’Anno della Conversione
ci chiami a metterci sulle sue orme,
donaci di convertirci a Te, con tutto il cuore.
Effondi in noi il tuo Santo Spirito,
e donaci fede retta,
speranza certa, carità perfetta.
Fa che ti contempliamo,
come Francesco a San Damiano,
nel tuo sguardo vivo di Crocifisso Risorto.
Fa che ti incontriamo,
come Francesco ti incontrò nel lebbroso,
nelle tante sofferenze e povertà dei nostri fratelli.
Concedici di essere Chiesa viva,
ardente nella pratica e nell’annuncio del Vangelo,
salda nell’unità delle sue famiglie,
ricca di amore e generosa nel servizio,
in comunione coi Pastori e in dialogo con tutti.
Insegna ai giovani la via del vero amore,
e chiama tanti a servirti
nel sacerdozio e nella vita consacrata.
Illumina e sostieni il Papa Benedetto XVI,
che aspettiamo con amore di figli,
pronti a seguire le sue direttive.
Ci accompagni Maria, tua e nostra Madre,
Vergine fatta Chiesa.
Ci sostengano i Santi nostri Patroni.
Sia onore e gloria a te ,
che vivi e regni con il Padre e lo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.




