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Ingiustizia e discriminazione 26 Novembre, 2008

Posted by pierinoilmissionario in Pierino scrive....
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“Anche noi possiamo dire, con la prima cristianità: “Vieni, Signore Gesù!”. Certo, non vogliamo che adesso venga la fine del mondo. Ma, d’altra parte, vogliamo anche che finisca questo mondo ingiusto. Vogliamo anche noi che il mondo sia fondamentalmente cambiato, che incominci la civiltà dell’amore, che arrivi un mondo di giustizia, di pace, senza violenza, senza fame. Tutto questo vogliamo: e come potrebbe succedere senza la presenza di Cristo? […]Vieni nel tuo modo, nei modi che tu conosci. […]Vieni dove c’è ingiustizia e violenza. Vieni nei campi di profughi, nel Darfur, nel Nord Kivu, in tanti parti del mondo”. (Benedetto XVI, Udienza Generale, 12 novembre 2008).
Il nostro pensiero va anche alle situazioni di ingiustizia e discriminazione che le comunità cristiane subiscono in tante parti del mondo.
Migliaia sono i profughi cristiani fuggiti dall’Iraq, nei mesi scorsi, a causa di aggressioni, minacce e violenze e che, con tanto timore, stanno rientrando nella propria città, proprio mentre continua la campagna delle Chiese Cristiane per i diritti delle minoranze non islamiche. E ancor più numerosi sono i rifugiati di Kandhamal e di altre città dell’Orissa in India, fuggiti dalla propria terra perché temevano di essere aggrediti e uccisi.
Come non pensare a Suor Caterina Giraudo, a Suor Maria Teresa Oliviero, rapite al confine tra il Kenya e la Somalia? Ai preti, suore e laici della regione del Mindanao, nelle Filippine, per i quali l’esercito, negli ultimi giorni, ha rinforzato le misure di sicurezza per paura di nuovi sequestri?
Mentre preghiamo per tutti i cristiani perseguitati, per le missionarie e missionari perché il Signore sia sempre vicino a tutti loro, ringraziamolo per averci donato i 188 martiri giapponesi che, il prossimo 24 novembre, saranno beatificati a Nagasaki. Essi, vivevano felici nella comunione della fede cristiana. Avevano imparato a perdonare, sempre. Non hanno mai fatto uso della violenza o contrastato l’autorità. Solo una cosa non hanno mai accettato di barattare per denaro o altri beni di questa terra, anche a costo di perdere la vita: il Cristo, che avevano scoperto come salvezza e speranza vera.
Sul loro esempio che hanno saputo approfondire e trasmettere ad altri la loro fede, anche nella persecuzione, nutrendola con la preghiera e lo studio della Parola di Dio invitiamo tutte le comunità parrocchiali a pregare, nei giorni vicini al 24 novembre, per implorare dal Signore la pace religiosa in ogni nazione.
Unendoci ancora una volta alle parole del Santo Padre chiediamo al Signore: “Vieni anche nei nostri cuori, vieni e rinnova il nostro vivere, vieni nel nostro cuore perché noi stessi possiamo divenire luce di Dio, presenza tua. In questo senso preghiamo con san Paolo: Maranà, thà! “Vieni, Signore Gesù!”, e preghiamo perché Cristo sia realmente presente oggi nel nostro mondo e lo rinnovi”.
Fonte : Movimento Giovanile Missionario