Giorno dell’Epifania, è anche la Giornata Missionaria dei Ragazzi GMR 6 Gennaio, 2009
Posted by pierinoilmissionario in Pierino scrive....trackback
Il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, è anche la Giornata Missionaria dei Ragazzi (GMR).
La lettura del Vangelo in questo giorno ci presenta le figure dei Magi, personaggi misteriosi, difficili da identificare, questi “camminatori” al seguito di una stella, questi cercatori venuti da lontano per trovare il Messia. Uomini che fermano i loro passi e si mettono in adorazione davanti a Gesù. E’ la festa dell’Epifania! La parola “epifania” significa: “manifestazione a tutti”.
Possiamo bene dire che l’epifania è la prima giornata missionaria così come ce la descrive il Vangelo.
Nelle figure dei Magi che portano i loro doni, in questi personaggi misteriosi che rappresentano i popoli che vivono oltre le frontiere di Israele, Gesù viene riconosciuto come il Signore e il Salvatore dell’umanità intera.
I Magi non sono arrivati fino a Cristo da soli!
Erano mossi da domande profonde e da una speranza che palpitava nei loro cuori.
Hanno visto un segno, una stella: si sono messi in cammino e in ricerca. Hanno trovato!
Tante persone nel mondo di oggi vivono la ricerca e l’attesa!
E’ compito della Chiesa essere segno, “essere stella”, essere luce, per condurre a Cristo vera luce.
Solo in Gesù ogni ricerca, ogni desiderio e ogni speranza trovano la loro realizzazione.
Diceva Sant’Agostino, dopo una vita travagliata di ricerca di senso: “ci hai fatti per te, Signore e il nostro cuore è inquieto finchè non riposa in te”.
Anche i Ragazzi Missionari, testimoniando la gioia dell’amicizia con Gesù, sono un segno in mezzo ai loro amici, tante piccole luci che illuminano il sentiero che conduce all’incontro con Cristo e la Sua Buona Novella.
L’ANNUNCIO E’ LA NOSTRA FESTA
Con queste parole, più vicine al linguaggio dei ragazzi, è stato riformulato lo slogano della Giornata Missionaria Mondiale “Guai a me se non predicassi il vangelo” (1Cor 9,16)
Sono parole dell’Apostolo Paolo che compie una rilettura del suo ministero: un servizio vissuto nella più totale gratuità. All’interno della sua riflessione, il “guai” non ha il sapore di una “minaccia”, ma piuttosto di una “autocommiserazione”. Con altre parole, Paolo avrebbe potuto dire “come sono triste e sfortunato io che ho ricevuto in dono la ricchezza del Vangelo e non lo condivido e annuncio agli altri!”
E’ per questo motivo che le parole di Paolo si possono rendere con lo slogan: L’ANNUNCIO E’ LA NOSTRA FESTA.
Infatti chiunque riconosce di aver ricevuto in dono il Vangelo e con esso l’amicizia di Gesù, non può tenere per sé la gioia di questo incontro. Anzi annunciare Gesù diventa occasione di festa, perchè la gioia dell’incontro con Cristo sia di tutti, del mondo intero.
Per approfondire: www.poim.it



Sono perfettamente d’accordo con quanto proposto dall’Opera dell’Infanzia Missionaria delle Pontificie Opere Missionarie.
Caro Pierino, ti chiedo, se puoi, di visitare il mio piccolo blog, e di contribuire con qualche riflessione, intervento, pensiero o immagine, a sostenerne gli scopi:
http://missionetcultura.blogspot.com/
Lo scopo principale è quello di sviluppare la passione per la missione, attraverso l’analisi dei rapporti tra missione e cultura: credo che l’annuncio del Vangelo ad gentes, arricchisca i popoli, veicoli le ricchezze di ciascuno portandole a condivisione tra tutti, tra ciascuno di noi, specie di noi occidentali. Questo aiuta ad appassionarci all’altro, spesso sentito lontano, ostile, diverso…
Spero tu voglia visitare il mio blog, appena costruito.
Grazie di cuore.
Mauro