jump to navigation

XIV STAZIONE: Gesù è posto nel sepolcro 31 Ottobre, 2009

Posted by pierinoilmissionario in Via Crucis della Carità.
add a comment
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.
“Lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova” (Mt 27, 59b-60)
Gesù, sei stato ormai sepolto e anche la pietra nasconde il tuo corpo. Ora davvero sembra tutto finito ai nostri occhi. Quante volte le violenze e le ingiustizie del mondo sembrano prevalere sul bene! Tu, invece, ci dai la speranza che è l’amore a vincere, sempre, anche nelle situazioni di maggiore povertà e disperazione. La morte non scrive la parola definitiva sulla tua tomba, così come sulla nostra e su quelle di milioni di persone al mondo, vittime del male, ogni giorno.
Per coloro che nel mondo muoiono nella disperazione: Ave Maria.
Preghiamo.
Signore, donaci di essere testimoni di speranza con la forza che viene dal tuo Spirito. Liberaci dalle nostre depressioni e dall’insidia del pessimismo. Aiutaci a vedere le realtà di dolore e sofferenza di tutto il mondo con i tuoi occhi per scoprire il bene nascosto al di là delle apparenze. Tu sei Dio e nostro fratello e vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.

“Lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova” (Mt 27, 59b-60)

Gesù, sei stato ormai sepolto e anche la pietra nasconde il tuo corpo. Ora davvero sembra tutto finito ai nostri occhi. Quante volte le violenze e le ingiustizie del mondo sembrano prevalere sul bene! Tu, invece, ci dai la speranza che è l’amore a vincere, sempre, anche nelle situazioni di maggiore povertà e disperazione. La morte non scrive la parola definitiva sulla tua tomba, così come sulla nostra e su quelle di milioni di persone al mondo, vittime del male, ogni giorno.

Per coloro che nel mondo muoiono nella disperazione: Ave Maria.

Preghiamo.

Signore, donaci di essere testimoni di speranza con la forza che viene dal tuo Spirito. Liberaci dalle nostre depressioni e dall’insidia del pessimismo. Aiutaci a vedere le realtà di dolore e sofferenza di tutto il mondo con i tuoi occhi per scoprire il bene nascosto al di là delle apparenze. Tu sei Dio e nostro fratello e vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Dolce di nocciole 30 Ottobre, 2009

Posted by pierinoilmissionario in Dolci, Il Paradiso del gusto.
add a comment
250 g di farina
250 g di zucchero
200 g di burro
200 g di nocciole
10 g di lievito
4 uova
Lavorare in una terrina i tuorli con il burro, amalgamarvi la farina e lo
zucchero; mescolare molto bene per formare un composto omogeneo.
Unire le nocciole tritate e gli albumi montati a neve soda.
Per ultimo unire il lievito in polvere e mescolare delicatamente, in modo
che penetri ovunque.
Versare il composto in una teglia imburrata e mettere in forno per circa
mezz’ora.
Si può servire con una buona salsa di cioccolata calda.

250 g di farina

250 g di zucchero

200 g di burro

200 g di nocciole

10 g di lievito

4 uova

Lavorare in una terrina i tuorli con il burro, amalgamarvi la farina e lo

zucchero; mescolare molto bene per formare un composto omogeneo.

Unire le nocciole tritate e gli albumi montati a neve soda.

Per ultimo unire il lievito in polvere e mescolare delicatamente, in modo

che penetri ovunque.

Versare il composto in una teglia imburrata e mettere in forno per circa

mezz’ora.

Si può servire con una buona salsa di cioccolata calda.

Mistero del Ringraziamento 29 Ottobre, 2009

Posted by pierinoilmissionario in Rosario.
add a comment
Il lebbroso ringrazia Gesù per essere stato guarito
“Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo” (Lc 17, 15-16)
Testimonianza missionaria
Santa Giuseppina Bakhita (1869-1947), sudanese, si convertì in Italia dopo anni di schiavitù. Divenuta suora canossiana, ha trascorso i suoi ultimi anni a Schio, Vicenza, in spirito di umiltà e di servizio, tra molte difficoltà.
Per la meditazione
Resa schiava per una vita,  con i segni di indicibili violenze, Bakhita ha mantenuto ferma la speranza. Dopo la conversione e l’ingresso nell’Ordine delle Canossiane, ha saputo rileggere tutta la sua esistenza sotto il segno della Grazia.
L’incontro con il Signore ha questa conseguenza: in ogni situazione siamo sicuri dell’Amore che è sempre con noi. Non possiamo non sentirci grati per questa Presenza.
Con santa Giuseppina Bakhita, preghiamo per l’Europa.
SALVE REGINA MISSIONARIA
da uno scritto di Tonino Bello
Salve Regina, donna missionaria,
tonifica la nostra vita cristiana con quell’ardore
che spinse te, portatrice di luce, sulle strade della Palestina.
Anche se la vita ci lega ai meridiani e ai paralleli dove siamo nati,
fa’ che sentiamo egualmente sul collo
il fiato delle moltitudini che ancora non conoscono Gesù.
Spalancaci gli occhi perché sappiamo scorgere le afflizioni del mondo.
Non impedire che il clamore dei poveri ci tolga la quiete.
E liberaci dalla rassegnazione di fronte alle tante sofferenze del mondo.
O clemente, o pia, o dolce Vergine, Maria.

Il lebbroso ringrazia Gesù per essere stato guarito

“Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo” (Lc 17, 15-16)

Testimonianza missionaria

Santa Giuseppina Bakhita (1869-1947), sudanese, si convertì in Italia dopo anni di schiavitù. Divenuta suora canossiana, ha trascorso i suoi ultimi anni a Schio, Vicenza, in spirito di umiltà e di servizio, tra molte difficoltà.

Per la meditazione

Resa schiava per una vita,  con i segni di indicibili violenze, Bakhita ha mantenuto ferma la speranza. Dopo la conversione e l’ingresso nell’Ordine delle Canossiane, ha saputo rileggere tutta la sua esistenza sotto il segno della Grazia.

L’incontro con il Signore ha questa conseguenza: in ogni situazione siamo sicuri dell’Amore che è sempre con noi. Non possiamo non sentirci grati per questa Presenza.

Con santa Giuseppina Bakhita, preghiamo per l’Europa.

SALVE REGINA MISSIONARIA

da uno scritto di Tonino Bello

Salve Regina, donna missionaria,

tonifica la nostra vita cristiana con quell’ardore

che spinse te, portatrice di luce, sulle strade della Palestina.

Anche se la vita ci lega ai meridiani e ai paralleli dove siamo nati,

fa’ che sentiamo egualmente sul collo

il fiato delle moltitudini che ancora non conoscono Gesù.

Spalancaci gli occhi perché sappiamo scorgere le afflizioni del mondo.

Non impedire che il clamore dei poveri ci tolga la quiete.

E liberaci dalla rassegnazione di fronte alle tante sofferenze del mondo.

O clemente, o pia, o dolce Vergine, Maria.

XIII STAZIONE: Gesù è deposto dalla croce 28 Ottobre, 2009

Posted by pierinoilmissionario in Via Crucis della Carità.
add a comment
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.
“Giuseppe d’Arimatea (…) andò e prese il corpo di Gesù” (Gv 19, 38)
Gesù, il tuo corpo è stato deposto senza vita sulle ginocchia di tua Madre. Sei morto, e non c’è più nessuna speranza umana per te. La tua morte è uguale a quella di milioni di esseri umani. Ci vengono in mente le vittime innocenti del terrorismo, dei campi di sterminio, dei genocidi in tutto il mondo. Ma anche la morte dei nostri cari, il loro ultimo sguardo, il loro ultimo respiro. Tu, Dio, ci sei vicino perché hai condiviso fino in fondo la nostra umanità.
Per coloro che sono morti a causa della violenza e della guerra: Padre nostro.
Preghiamo.
Signore, morto sulla croce, ascolta il gemito dei morenti da ogni angolo della Terra, e accoglili fra le tue braccia. Nell’ora della nostra morte ci consoli la tua presenza, e la tua  infinita misericordia lavi le nostre innumerevoli colpe. Tu sei Dio e nostro fratello e vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.

“Giuseppe d’Arimatea (…) andò e prese il corpo di Gesù” (Gv 19, 38)

Gesù, il tuo corpo è stato deposto senza vita sulle ginocchia di tua Madre. Sei morto, e non c’è più nessuna speranza umana per te. La tua morte è uguale a quella di milioni di esseri umani. Ci vengono in mente le vittime innocenti del terrorismo, dei campi di sterminio, dei genocidi in tutto il mondo. Ma anche la morte dei nostri cari, il loro ultimo sguardo, il loro ultimo respiro. Tu, Dio, ci sei vicino perché hai condiviso fino in fondo la nostra umanità.

Per coloro che sono morti a causa della violenza e della guerra: Padre nostro.

Preghiamo.

Signore, morto sulla croce, ascolta il gemito dei morenti da ogni angolo della Terra, e accoglili fra le tue braccia. Nell’ora della nostra morte ci consoli la tua presenza, e la tua  infinita misericordia lavi le nostre innumerevoli colpe. Tu sei Dio e nostro fratello e vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

XII STAZIONE: Gesù muore in croce 27 Ottobre, 2009

Posted by pierinoilmissionario in Via Crucis della Carità.
add a comment
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.
“Uno dei soldati gli colpì il costato con la lancia e subito ne uscì sangue ed acqua” (Gv 19, 34)
Gesù, il tuo corpo appeso alla croce è sospeso fra cielo e terra. Tutti ti hanno abbandonato per paura: solo tua Madre e qualche persona amica sono lì sotto a piangere per te. Condividi la sorte di tanti uomini e donne che in tutto il mondo sono uccisi senza motivo, calpestati e dimenticati. Ti sei messo dalla loro parte, definitivamente, per vincere con il tuo amore l’assurdità dell’odio e della violenza.
Per tutti coloro che nel mondo muoiono soli e abbandonati: Ave Maria.
Preghiamo.
Signore, che hai condiviso la nostra natura mortale, aiutaci a vincere la paura della morte, accettando serenamente la tua volontà, anche se in quel momento saremo soli. Sappiamo, infatti, che tu ci sarai comunque accanto, per donarci il conforto della vita eterna. Tu sei Dio e nostro fratello e vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.

“Uno dei soldati gli colpì il costato con la lancia e subito ne uscì sangue ed acqua” (Gv 19, 34)

Gesù, il tuo corpo appeso alla croce è sospeso fra cielo e terra. Tutti ti hanno abbandonato per paura: solo tua Madre e qualche persona amica sono lì sotto a piangere per te. Condividi la sorte di tanti uomini e donne che in tutto il mondo sono uccisi senza motivo, calpestati e dimenticati. Ti sei messo dalla loro parte, definitivamente, per vincere con il tuo amore l’assurdità dell’odio e della violenza.

Per tutti coloro che nel mondo muoiono soli e abbandonati: Ave Maria.

Preghiamo.

Signore, che hai condiviso la nostra natura mortale, aiutaci a vincere la paura della morte, accettando serenamente la tua volontà, anche se in quel momento saremo soli. Sappiamo, infatti, che tu ci sarai comunque accanto, per donarci il conforto della vita eterna. Tu sei Dio e nostro fratello e vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

XI STAZIONE: Gesù inchiodato alla croce 26 Ottobre, 2009

Posted by pierinoilmissionario in Via Crucis della Carità.
add a comment
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.
“Poi lo crocifissero. Con lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sinistra” (Mc 15, 24a. 27)
Gesù, il tuo corpo è diventato un tutt’uno con la croce. Quanto dolore, quanta sofferenza hai patito, perché tutti noi fossimo salvati! E’ alla tua croce che ogni giorno sono inchiodati ammalati, portatori di handicap, anziani soli. Mentre impieghiamo risorse immense per le nostre guerre senza senso, mettiamo in secondo piano ciò che serve ad alleviare il dolore e la sofferenza di chi sta male.
Per gli ammalati, specie quelli terminali, di tutto il mondo: Padre nostro.
Preghiamo.
Signore, inchiodato alla croce, dona ai crocifissi di oggi, agli ammalati, agli infermi, agli anziani soli, ai disabili, il tuo conforto. Dona anche a noi di saper consolare, aiutare, valorizzare, accompagnare questi nostri fratelli, sapendo scoprire in loro la tua reale presenza. Tu sei Dio e nostro fratello e vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai salvato il mondo.

“Poi lo crocifissero. Con lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sinistra” (Mc 15, 24a. 27)

Gesù, il tuo corpo è diventato un tutt’uno con la croce. Quanto dolore, quanta sofferenza hai patito, perché tutti noi fossimo salvati! E’ alla tua croce che ogni giorno sono inchiodati ammalati, portatori di handicap, anziani soli. Mentre impieghiamo risorse immense per le nostre guerre senza senso, mettiamo in secondo piano ciò che serve ad alleviare il dolore e la sofferenza di chi sta male.

Per gli ammalati, specie quelli terminali, di tutto il mondo: Padre nostro.

Preghiamo.

Signore, inchiodato alla croce, dona ai crocifissi di oggi, agli ammalati, agli infermi, agli anziani soli, ai disabili, il tuo conforto. Dona anche a noi di saper consolare, aiutare, valorizzare, accompagnare questi nostri fratelli, sapendo scoprire in loro la tua reale presenza. Tu sei Dio e nostro fratello e vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Mistero della Carità 25 Ottobre, 2009

Posted by pierinoilmissionario in Rosario.
add a comment
Simone di Cirene aiuta Gesù a portare la croce
“Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce” (Mc 15, 21)
Testimonianza missionaria
Carlo Urbani (1956-2003), medico e parassitologo, è morto in Estremo Oriente a causa del virus della Sars (polmonite atipica), contro il quale stava individuando l’antidoto.
Per la meditazione
Pur consapevole dei rischi che avrebbe corso nello sfidare il virus della polmonite atipica, Carlo Urbani non si è tirato indietro, sacrificando se stesso per trovare un adeguato vaccino: “Non dobbiamo essere egoisti, io devo pensare agli altri, e tu lo sai”, aveva detto a sua moglie Giuliana.
La sua testimonianza mostra quanto sia credibile la carità del Vangelo: è possibile un amore più forte della morte, della croce, come Gesù ci ha rivelato.
Con Carlo Urbani, preghiamo per l’Asia.

Simone di Cirene aiuta Gesù a portare la croce

“Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce” (Mc 15, 21)

Testimonianza missionaria

Carlo Urbani (1956-2003), medico e parassitologo, è morto in Estremo Oriente a causa del virus della Sars (polmonite atipica), contro il quale stava individuando l’antidoto.

Per la meditazione

Pur consapevole dei rischi che avrebbe corso nello sfidare il virus della polmonite atipica, Carlo Urbani non si è tirato indietro, sacrificando se stesso per trovare un adeguato vaccino: “Non dobbiamo essere egoisti, io devo pensare agli altri, e tu lo sai”, aveva detto a sua moglie Giuliana.

La sua testimonianza mostra quanto sia credibile la carità del Vangelo: è possibile un amore più forte della morte, della croce, come Gesù ci ha rivelato.

Con Carlo Urbani, preghiamo per l’Asia.