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GLI ANIMISTI PREGANO E RISPETTANO LA NOSTRA PREGHIERA 17 luglio, 2007

Posted by pierinoilmissionario in Camerun, Progetti.
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Un mio collega all’Università Gregoriana di Roma scelse come titolo della sua tesi di laurea: “La preghiera degli animisti”, per completare il suo studio scelse il Camerun come luogo di esperienza.
Quando fui destinato al Camerun una suora che aveva conosciuto il mio collega, mi indicò il villaggio della sua temporanea residenza e mi rievocò anche il nome. P. Bernard Maillard.
Avrei voluto conoscere la sua tesi per approfondire io stesso l’argomento, ma non ne ebbi l’opportunità. Il desiderio di conoscere i riti e la cultura delle religioni africane mi mantenne aperto a coglierne i segni.
In una bella giornata di aprile mi recavo ad un villaggio della parrocchia per la solita catechesi. Nei giorni precedenti era piovuto e le donne avevano subito iniziato a zappare per piantare il granoturco. Notai che in quel momento del mio passaggio un rito religioso veniva eseguito in mezzo al campo.
Il capo tradizionale stava sacrificando sul terreno vino di palma. Era il sacrificio propiziatorio perché il raccolto fosse abbondante, il rito era accompagnato dalla preghiera.
Venne il giorno in cui il capo, padrone dei terreni, decise di consegnare ufficialmente il terreno richiesto dai miei parrocchiani per costruire la chiesa del villaggio di Mbagam. Quando giunsi sul posto il capo era già presente circondato da molti dei miei parrocchiani. Secondo la tradizione, essi offrivano al capo quale compenso simbolico del terreno, un gallo e dieci litri di vino di palma. Il capo alzò le mani in segno di preghiera, invocò gli antenati e disse: “Io voglio oggi rendervi noto che questo terreno che a voi apparteneva, io lo consegno alla comunità della chiesa cattolica. Perché questo gesto sia gradito, lo rendo sacro con il vostro rito.” Ciò dicendo versò parte del vino di palma sul terreno e continuò: “Il vostro favore sia sempre con noi e con coloro che si raccoglieranno in questo luogo di preghiera.”
Venne il giorno dell’inaugurazione della nuova chiesa; la solenne cerimonia iniziò con la benedizione della chiesa e si concluse con la santa Messa, per la durata complessiva di tre ore. La festa continuava in tutta l’area della Missione. Io e il vescovo che aveva presieduto con evidente soddisfazione per la bella costruzione della chiesa e per la grande partecipazione di popolo, eravamo fra la gente salutando e discorrendo.
Il catechista mi venne a dire che lo shufari (capo della zona) chiamava me e il vescovo. Gli avevano preparato una specie di baldacchino di fronte alla chiesa. Col vescovo mi recai da lui e con nostra sorpresa ci accolse parlando non a noi, ma direttamente agli antenati, informandoli e coinvolgendoli nella celebrazione avvenuta e versando vino di palma in sacrificio a loro.
Il nostro commento fu: “Il vescovo ha consacrato l’altare della chiesa versandovi olio. Lo shufari ha versato vino di palma per ricordare che questo terreno appartiene agli antenati. Lo shufari parla agli antenati per il mio popolo. Noi nella chiesa celebrando l’Eucaristia conduciamo il popolo ad incontrare Cristo, nostro signore e nostro Dio.

ARTICOLI BOLLETTINO DI P. UMBERTO PARIS

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