jump to navigation

24 marzo – giornata in ricordo dei missionari martiri 24 marzo, 2012

Posted by pierinoilmissionario in Extra.
trackback

In occasione della Ventesima Giornata di preghiera e digiuno per i missionari e le missionarie martiri che si celebra il 24 marzo, data dell’assassinio di Monsignor Oscar Romero, vogliamo riflettere e pregare a partire dal tema di quest’anno: “Amando fino alla fine”.
26 sono gli operatori pastorali che hanno perso la vita nel corso del 2011, perseguitati e uccisi perché portatori di un Vangelo che continua, oggi e da sempre, a capovolgere le logiche umane fondate sull’egoismo e sull’ingiustizia.
La figura del martire per eccellenza, a imitazione del martirio di Gesù che rivela un Dio che dona la sua vita per amore, è quella di colui che perdona i suoi carnefici, è quella di colui che AMANDO FINO ALLA FINE, fa come ha visto fare dal suo Dio e Padre che non si è risparmiato nemmeno dinnanzi al supplizio della croce.

Leggiamo ora una testimonianza su Mons. Luigi Padovese, vescovo cappuccino in Turchia, ucciso il 3 giugno 2010, tratta dal discorso funebre tenuto nel duomo di Milano da Mons. Franceschini durante i suoi funerali.

Cari fratelli e sorelle,
stiamo per dare l’ultimo saluto al nostro e vostro vescovo Luigi; …non è il caso di farne l’elogio funebre, di raccontare al mondo quanto fosse buono, mansueto, intelligente, modesto; chi ha testimoniato con il sangue non ha bisogno di parole, e neanche di miracoli.
Lo sa bene la Chiesa, lo sapete bene voi, che avete ognuno un motivo speciale nel cuore per essere qui, e non avete bisogno di altro.
Lo sa bene la sua Chiesa di Anatolia, piccolo gregge disperso ed ora anche colpito, sgomento, impaurito.
Hanno ucciso il pastore buono. Partito da questa città si era fatto pellegrino dello spirito e della mente, fino a diventare uno dei più competenti esperti sulla vita e le opere dei Pari della Chiesa vissuti nell’attuale Turchia.
Poi, divenuto vescovo, si fece anche pellegrino del cuore, per mettersi accanto agli eredi di quella chiesa delle origini, ai quali non mancava di ricordare le loro radici, e coi quali aveva deciso fin da subito di condividere paure e speranze.
Impressiona leggere oggi una delle prime lettere pastorali ai suoi fedeli: “Cari fratelli”, scriveva, “a noi, forse, non è chiesto di testimoniare la nostra fede sino al martirio, ma è pur vero che ci è chiesto di testimoniarla”.
Ahimè, almeno per ciò che riguardava don Andrea Santoro [pure ucciso in Turchia] e se stesso, purtroppo si sbagliava. O forse era solo una premura per non spaventare la sua comunità.
Nella stessa lettera infatti, lucidamente, scrive: “tra tutti i paesi di antica tradizione cristiana, nessuno ha avuto tanti martiri come la Turchia. La terra che calpestiamo è stata lavata con il sangue di tanti martiri che hanno scelto di morire per Cristo anziché rinnegarlo”.
… Ho detto che non avrei parlato della morte di mons. Padovese, e non lo farò. Del resto, cosa volete che vi dica di un vescovo missionario ucciso nella Solennità del Corpus Domini? Per lui parlano il suo corpo spezzato, e il sangue versato “per tutti”.
Ai suoi cristiani scriveva: “voglio confermarvi la mia gioia di essere con voi. Considero un dono del Signore essere per voi e come voi, un cristiano della Chiesa d’Anatolia”. Oggi siamo tutti Chiesa di Anatolia, … tutti siamo semplicemente Chiesa, corpo del Signore, martoriato, sofferente, ma risorto e glorioso.

Commenti»

No comments yet — be the first.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: