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MINISTRO DESTITUITO, UN SEGNALE CONTRO L’IMPUNITÀ 27 maggio, 2012

Posted by pierinoilmissionario in Agenzie.
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“La destituzione del ministro per l’Integrazione africana, Adama Bictogo, è un segnale forte lanciato dal presidente Alassane Dramane Ouattara a favore del buon governo. Rappresenta anche un avvertimento a chiunque fa parte della sua cerchia: nessuno deve considerarsi al riparo di sanzioni o procedimenti giudiziari”: a parlare con la MISNA è René Hokou Legre, presidente della Lega ivoriana dei diritti umani (Lidho), contattato ad Abidjan all’indomani del decreto presidenziale che ha messo fine al mandato di Bictogo.

“E’ la prima volta che Ouattara volta le spalle a un suo ministro e per di più una personalità che da tempo era strettamente legata a lui: per questo motivo la sua destituzione è da considerarsi un primo passo significativo sulla strada della lotta all’impunità” aggiunge l’attivista, auspicando che si tratti dell’inizio di un “processo che colpisca anche i responsabili di gravi violazioni commesse durante la crisi elettorale” del 2011 e “ponga fine al sospetto di una giustizia non equa”.

In base alla versione dell’uscita di scena di Bictogo diffusa nelle ultime ore dalla stampa locale, emerge che l’esponente del Raggruppamento dei repubblicani (Rdr, partito presidenziale) nonché ricco e controverso uomo d’affari abbia personalmente presentato le sue dimissioni a Ouattara, che le ha accettate. Ad assumere l’interim del dicastero sarà l’attuale ministro degli Esteri, Daniel Kablan Duncan, precisa il comunicato diffuso dalla presidenza. “Voglio potermi difendere personalmente in questo affare” avrebbe detto Bictogo, spiegando il proprio gesto con “la volontà di garantire l’indipendenza tra il potere esecutivo e giudiziario” e sottolineando di aver già chiesto “un colloquio al procuratore della Repubblica di Abidjan”.

Sulla base delle conclusioni dell’inchiesta svolta dalla polizia economica e finanziaria ivoriana, l’ex ministro è sospettato di essersi appropriato di una parte delle indennità destinate a migliaia di vittime dello scarico di rifiuti tossici avvenuto nell’agosto 2006 per responsabilità della multinazionale Trafigura. La nave mercantile noleggiata Probo Koala scaricò di notte in diversi punti di Abidjan 528 tonnellate di sostanze tossiche causando la morte di una cinquantina di persone e mezzo milione di intossicazioni. Un articolo pubblicato pochi giorni fa dal settimanale ‘Jeune Afrique’ ha riferito che la relazione dell’inchiesta consegnata alla procura di Abidjan chiedeva di processare Bictogo assieme al leader giovanile Claude Gohourou – fondatore di un’associazione di vittime della Trafigura – e all’uomo d’affari Cheick Oumar Koné. I tre potrebbero essere coinvolti nell’appropriazione indebita di circa sette milioni di euro: una somma destinata a 6000 vittime.

“La Lidho – dice ancora Legre alla MISNA – aveva partecipato attivamente alla creazione del primo raggruppamento delle vittime del dramma del Probo Koala, ma poi, in un secondo tempo, quando si è trattato di grossi soldi per risarcire i cittadini colpiti, sono entrati in gioco altri interessi da parte di chi sperava di tirar profitto dalla situazione. Come Lidho siamo stati alla larga dall’aspetto finanziario della vicenda, più controversa. Oggi non siamo sorpresi dal coinvolgimento di alcune personalità in transazioni davvero poco trasparenti. Aspettiamo sia fatta giustizia. E’ nell’interesse del presidente Ouattara e del suo governo rassicurare gli ivoriani ma anche gli investitori esteri circa il loro impegno nella lotta all’impunità e alla corruzione, purtroppo profondamente radicati nel nostro paese. Solo così si potrà ripartire col piede giusto per ritrovare la pace sociale e favorire la ripresa economica”.

fonte misna.org

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