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“TROTTER”: DO YOU KNOW IT ? AL RISTORANTE DEI FRATI E DEI MISSIONARI 18 luglio, 2012

Posted by pierinoilmissionario in Extra.
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Per chi conosce la nostra zona del convento di Piazzale Velasquez dovrebbe risultare familiare un bel ristorantino, denominato TROTTER. Si trova in via Rembrandt e lo si riconosce per una “spolvero” di verde, di edere, se non erro,,, che rompono la monotonia di case e palazzi. Insomma, del cemento milanese, reso celebre dalla… Via Gluk!
Noi frati cappuccini ci andiamo, di tanto in tanto, accompagnando amici, conoscenti e, soprattutto, confratelli missionari, reduci da tante battaglie e bisognosi di “riconciliarsi con la vita” intorno ad un tavolo amico, confortati da pesce di ottima qualità e vinelli per nulla banali!
Ci accolgono, con verve e amicizia, Michele e Lucia e, all’occorrenza Rita, proprietari e gestori del “Trotter”. Per chi non avesse capito il “nome” del ristorante, non è difficile rendersi conto del suo significato: tra zoccoli di cavalli e altri attrezzi del mestiere, pare di essere giunti a ridosso dell’Ippodromo. Ma è solo un assaggio! Perché il cavallo che comincia a trottare ti accorgi ben presto di essere tu!
Le vivande prelibate che ti passano sotto gli occhi, una dopo l’altra, ti obbligano “ a tenere il passo”! Anzi, l’andatura! Lucia e Rita ti accolgono e accompagnano in questa “cavalcata” con grande maestria! Sanno stuzzicare prima la fantasia e poi l’appetito, proponendo i piatti migliori della “casa”… ma sanno soprattutto “metterti a tuo agio”! Calcisticamente parlando, le definirei dei centrocampisti che sanno”dettare i tempi”. Insomma, delle “registe” esperte. Perché al Trotter, la sensazione più bella che hai è proprio questa: “ti senti a casa,” “chez toi”, direbbero i francesi!
E’ così che. tra una pietanza e l’altra, il treno dei ricordi si mette a passare e ripassare tra gli avventori, questa volta missionari ancora in prima linea o ex missionari (ma non si è mai veramente ex, quando si è vissuto per anni nei luoghi di missione!).
Poi spunta Michele che, senza troppi fronzoli, siede a tavola con noi, mangia un boccone, ma soprattutto chiede di questo e di quell’altro frate e dimostra una conoscenza delle nostre gerarchie interne, dei nomi dei frati che si sono succeduti nel corso degli anni al Convento di Velasquez e a S. Nabore ben superiore alla media … Neanche noi frati abbiamo una memoria così vivida! Segno evidente di un’amicizia consolidata e irrobustita da comuni radici! Una grande devozione a Padre Pio, ad esempio! Così, Michele e Lucia per le loro origini pugliesi, noi per comunanza di vita religiosa e di carisma francescano troviamo un riferimento sicuro e un simbolo nel santo di Pietrelcina. Alla sua preghiera ed intercessione, alla sua protezione potente affidiamo questi cari amici, i loro dipendenti e le loro famiglie e sappiamo che anch’egli dal Cielo guarderà compiaciuto questi suoi figli e figlie che, con il loro servizio, consentono a tantissima gente e tra questi anche noi, frati del popolo, di passare qualche momento di serenità e di sana allegria!
Fra Dino Franchetto
ex missionario in Costa d’Avorio e Camerun
e attuale guardiano di P. Le Velasquez

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