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P come Porto Recanati 6 ottobre, 2012

Posted by pierinoilmissionario in L'Alfabeto del cuore.
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La creazione di un centro di cardiochirurgia in un paese in via di sviluppo, indipendentemente da dove lo si voglia realizzare, richiede tre requisiti fondamentali: i pazienti, i professionisti a loro dedicati e il supporto economico. In Camerun (vedi lettera C), ci sono migliaia di pazienti con cardiopatia congenita ed acquisita in attesa di intervento chirurgico “salvavita”. L’Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo con i suoi professionisti e tutti coloro che essa ha saputo coinvolgere in questi anni tra medici, infermieri, tecnici, amministratori, camerunensi e non, rappresenta la risposta al secondo requisito. Il necessario supporto economico per la realizzazione di un progetto come quello del Cardiac Center a Shisong, ha rappresentato sicuramente lo scoglio più difficile da superare. In questi anni, le associazioni partner del progetto hanno sviluppato estese reti di fund rising che ci hanno permesso di arrivare all’inaugurazione del 19 novembre 2009.
Noi, dell’Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo, dobbiamo ringraziare Fondazioni come Monte Paschi Siena, Cariverona, Aiutare i Bambini, tantissimi clubs Rotary e Lyons, la straordinaria generosità della signora Franca Maculan, enti pubblici e privati, ma anche e soprattutto i tantissimi soci sostenitori e simpatizzanti che con le loro piccole donazioni ci hanno permesso di arrivare dove siamo
arrivati. Ricordo che tante persone mi hanno confidato, in questi anni, che impegnarsi in un progetto umanitario in Africa sarebbe stato il loro più grande desiderio ma che, non essendo medici o ricchi, avevano desistito. Certo, c’è bisogno di medici ed infermieri o dei grandi
benefattori ma non solo di loro. Porto sempre loro l’esempio di mia moglie, che fa l’enologa, e che assieme ad altri amici ha creato, attraverso lo sport, progetti di aiuto ai bambini nei paesi in via di sviluppo. Per “fare” nel settore umanitario occorre innanzitutto
volerlo, mettersi in gioco ed impegnarsi in prima persona. Magari, all’inizio, contattare associazioni o persone che stanno già facendo qualche cosa e poi metterci anche un po’ di creatività e fantasia. È un bellissimo esempio quello che è successo negli ultimi anni a Porto Recanati. Porto Recanati è una deliziosa cittadina della riviera marchigiana in provincia di Macerata, a due passi da Loreto e da Recanati, città di Leopardi. Io sono nato a Porto Recanati, ma in realtà non vi ho mai vissuto, se non per le vacanze estive trascorse lì fin da quando ero ragazzo. L’università fatta a Roma e poi il lavoro tra Roma, Parigi, Londra e ora Milano me ne hanno allontanato quasi completamente.
Mia madre ha continuato ad andarci e ha cominciato a frequentare un gruppo di amici, appassionati come lei di
viaggi organizzati, che si rivolgevano a una agenzia di viaggi proprio di Porto Recanati, la Moantour. Durante questi viaggi, spesso in pullman, in Italia e all’estero, si diffuse la voce del mio progetto in Camerun ed ecco che due persone eccezionali, Luciana e Pina, si sono inventate le “tombole del cuore”. Durante i lunghi spostamenti o le serate in albergo spesso si giocava a tombola per passare il tempo ed ecco l’idea: ogni partecipante mette a disposizione un piccolo oggetto
che diventa “il premio” per i vincitori, mentre il ricavato della vendita delle cartelle va al progetto Camerun.
Dalla tombola si è passati poi alle “cene del cuore”, serate estive a favore del progetto Camerun e di altre associazioni umanitarie.
In questi anni i “girandoloni” della Moantour, si fanno chiamare così, mi hanno donato migliaia di euro e sono di fatto diventati sponsor ufficiali del progetto Camerun. Grazie a loro alcuni bambini sono stati operati e salvati ed ora corrono, giocano e vanno a scuola proprio come fanno tutti i bambini. A Porto Recanati io sono nato nel quartiere “Sammarì” ed è proprio dal “mio” quartiere che partono la maggior
parte delle iniziative. Una delle ultime è stata quella di propormi per il XX Premio Città di Porto Recanati che ho vinto il 7 Agosto 2010.
Ora, grazie al Presidente del Centro Studi Portorecanatesi Professor Perfetti ed al Sindaco Rosalba Ubaldi c’è la volontà di coinvolgere tutta la cittadina in maniera ufficiale e istituzionale. Non ho dubbi in tal senso. Lo straordinario senso di solidarietà, che da sempre contraddistingue Porto Recanati, non a caso è testimoniato dall’essere il Comune d’Italia con
la più alta concentrazione di residenti extracomunitari. Ma la cosa che, al di là di tutto, mi fa un immenso piacere, è che la signora Pina a novembre verrà con me in Camerun durante una missione operatoria. Sarà motivo d’orgoglio mostrarle che la fiducia riposta in
me e nell’Associazione è stata una scelta giusta e come il loro impegno ha prodotto straordinari frutti.

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